Archivio di febbraio 2009
ThickBox o il più famoso Lightbox
Mentre molti si stanno ancora godendo le meritate vacanze in questo Agosto 2006, una novità è arrivata in rete: ThickBox versione 2.0!
Per chi non conoscesse ThickBox, o il più famoso Lightbox, rimando ad un post di Aprile 2006 dove avevo descritto i due javascript commentando pregi e difetti.
Riassumendo, sono due soluzioni eleganti per mostrare in particolare foto ed immagini senza l’uso di pop-up.
Le novità di ThickBox 2.0 sono considerevoli, ed il peso resta ancora una volta inferiore agli script basati sulle librerie prototype (come appunto Lightbox): solo 27kb se si utilizzano file compressi.
Si possono finalmente vedere immagini anche in gallerie, contenuti inline o all’interno di iframes, il tutto con il massimo rispetto per gli standard dell’accessibilità.
Vedere le demo sul sito ufficiale di ThickBox per credere!
Trovate allo stesso indirizzo tutte le informazioni necessarie per installare lo script e farlo funzionare.
Adesso vorrei conoscere un valido motivo per continuare ad utilizzare Lightbox…
Rendere originale una copia pirata di Windows xp
La tutela che Microsoft pone sulle sue copie di sistemi operativi come Windows xp (genuine control) ha una crepa: un 20% di persone che hanno acquistato legalmente la loro copia di Windows xp si ritrovano un messaggio che li informa di non essere in regola, cioè la copia non risulta originale.
Vi dimostreremo in questo articolo come sia possibile bypassare il problema e rendere definitivamente genuina una copia “pirata” (o riconosciuta come tale) di Windows xp.
Per raggiungere questo scopo vi mostreremo come solo usando 4 programmini sia possibile far credere al nostro sistema ed ai server Microsoft che la copia installata è perfettamente originale e non una copia illegale.
Questa guida è soprattutto indirizzata a chi, nonostante abbia una copia legalmente acquistata, si ritrova ingiustamente quel fastidiosissimo messaggio all’avvio che il nostro Windows xp non è originale. Stime non ufficiali affermano che almeno il 20% di copie potrebbero avere questo problema. Questa metodologia funziona con Windows xp professional con serial number valido e anche con una copia di Windows xp Home Edition con seriale valido.
Per realizzare questa guida abbiamo usato una copia di Windows xp professional VLK pirata, per questo dovremmo usare un simulatore di chiavi di windows (Windows xp Keygen) che simula un product key perfettamente valido.
Innanzitutto scaricare il pacchetto WGA PERMANENT KIT ( in fondo all’articolo trovi il link) all’interno del quale, una volta scompattato troverete quattro programmini (vedi foto dimostrativa). Per scompattarlo abbiamo bisogno del programma winrar (in fondo trovi il link per scaricare)
Lanciate il programma keyfinder che vi permettera di modificare il vostro codice seriale dal menu Options -> Change Windows Key. Vi apparirà una serie di caselle vuote nelle quali copierete un seriale valido generato nel contempo da Windows xp Keygen. Vi ricordiamo che abbiamo dovuto usare la versione VLK per la questa guida, ma voi usate la versione di xp che avete. Ora che lo avete inserito cliccate sul tasto change e otterete, se tutto è andato bene, il messaggio che l’operazione è riuscita.
Ora passiamo al fix vero e proprio. Eseguiamo il programma Wga fix e ad operazione avvenuta scarichiamo dal sito microsoft un programma che richiede l’autenticazione, se non già installato. Questi programmi sono quelli che nella sezione download hanno vicino al loro nome la stellina per la richiesta di convalida. Ora lanciamo un tool per il test: il programma MGADiad.exe il quale cliccando sul tasto continue ci dovrebbe dare la scritta in verde Genuine. Altrimenti abbiamo sbagliato qualcosa e dobbiamo ritentare da capo.
Una volta completata la procedura la nostra copia è riconosciuta dai server Microsoft perfettamente originale e genuina. Si possono scaricare tutti gli aggiornamenti senza incorrere nei fastidiosi avvisi di non originalità del sistema operativo. Con questa guida abbiamo voluto anche dimostrare che il sistema operativo Microsoft Windows xp è vulnerabile ed è anche crackabile.
Questa Tecnonews è a solo scopo dimostrativo e non invita gli utenti a crackare copie non originali di Windows xp, ma è redatta con l’unico intento di dimostrare una pecca nel sistema di convalida dei sistemi operativi Microsoft.
Fonte: tecnonews.org
Lezioni di Power Point
Per Aprire Power Point basta:
Cliccare due volte con il mouse sull‘icona di Power Point se è presente sul desktop, altrimenti selezionare AVVIO e di seguito Programmi, Microsoft Office e Microsoft Power Point.
Per aprire un nuovo documento occorre:
Pubblicità
Con il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione a pagamento, diffusa su iniziativa di operatori economici (attraverso mezzi come la televisione, la radio, i giornali, le affissioni, la posta, Internet), che tende in modo intenzionale e sistematico a influenzare gli atteggiamenti e le scelte degli individui in relazione al consumo di beni e all’utilizzo di servizi.
La pubblicità può essere diffusa od esposta sia in “spazi” pubblici che privati.
Negli “spazi” pubblici, i messaggi pubblicitari si affiancano di regola ai messaggi di informazione prodotti dagli enti pubblici per comunicare ai cittadini notizie di comune interesse.
Il criterio per distinguere i due tipi di comunicazione, conviventi nello stesso “canale” informativo, è l’aver presente che l’informazione pubblica serve alla diffusione di notizie utili alla collettività intera, mentre la pubblicità serve a diffondere notizie utili ad incrementare i profitti economici dei suoi committenti (coloro che la promuovono e la producono).
Per la convivenza promiscua dei messaggi, informativi pubblici e pubblicitari privati, nello stesso “canale” informativo, può verificarsi, a volte, il caso di un conflitto in termine di contenuti, conflitto di cui non si conoscono gli effetti sul pubblico (specie dei giovani) che li percepisce e li registra nei suoi schemi mentali. Ad esempio, è possibile vedere esposti contemporaneamente, nelle strade di una città, messaggi pubblici, informativi, di raccomandazione a non abusare dell’alcool, e messaggi pubblicitari, privati, che esaltano i “pregi” di una bevanda alcoolica.
Secondo una definizione monolaterale, cioè dal solo punto di vista dei promotori di essa, la pubblicità è l’attività aziendale che è diretta a far conoscere l’esistenza o ad incrementare il consumo e l’uso di un bene o un servizio. Le aziende fanno attività pubblicitaria principalmente (ma non solo) attraverso i mezzi di comunicazione di massa: (radio, televisione, giornali e periodici, internet, ecc…)
[fonte Wikipedia]
La nostra società può soddisfare ogni vostra esigenza di pubblicità a bassissimi prezzi se volete un preventivo ci potete contattare senza problemi
Pm Arredo Bagno
P M Arredo Bagno azienda nata circa 15 anni fa con un punto vendita aperto nel 2007, progettato da noi medesimi.
E’ un lavoro molto piacevole se svolto con armonia dei Clienti, ciò vuol dire che partiremo dalla progettazione o all’esecuzione, rispettando i piaceri dei nostri clienti.
Teniamo a proporre materiali con una Assistenza del lavoro con i quali la P.M. Arredo Bagno potrà instaurare piacevoli rapporti con i nostri clienti.
Via Marco Polo, 3
51015 Monsummano Terme – Pistoia
Tel e fax 0572/628902 – Cell +39 333/908230
Orari di apertura: 8.30/13.00 – 14.30/20.00
Bottega dei sapori – Casalguidi
La Bottega dei Sapori, questo il nome del nostro negozio, è situata nella piazza principale di Casalguidi e, in questa piccola bottega, ogni giorno entrano buongustai di tutto il mondo.
Quello che troverete in questa versione virtuale della Bottega dei Sapori è una selezione dei migliori prodotti della terra toscana.
la storia della pizza
La pizza ha origini antichissime; alcuni storici infatti suppongono che questo alimento era presente già nella cucina etrusca con forme e ingredienti ovviamente molto diversi da oggi. La pizza nasce però come un piatto povero che necessita per la sua alimentazione di alimenti semplici e facilmente reperibili:farina,olio,sale e lievito.
La vera pizza Nasce intorno al 1600 dall’innegabile ingegno culinario meridionale, bisognoso di rendere più appetibile e saporita la tradizionale schiacciata di pane; all’inizio si trattava di pasta per pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, nella versione più “ricca”, con caciocavallo e basilico.
Della pizza più recente,quella che conosciamo noi dall’impasto soffice e gustoso se ne parla fra il 500 e il 600; la cosiddetta pizza alla” mastunicola” ossia pizza al basilico. Era preparata mettendo sul disco di pasta, dello strutto ,formaggio, foglie di basilico e pepe.
Più avanti nel tempo nasce quella ai “cecinielli”, ossia con la minutaglia di pesci che, soprattutto, i pescatori avevano a disposizione.
L’arrivo sulle tavole della pizza moderna,avviene con la scoperta del pomodoro!!!
Importato dal Perù, dopo che venne scoperta l’America, il pomodoro fu dapprima usato in cucina come salsa cotta con un po’ di sale e basilico e solo più tardi , a qualcuno venne l’idea di metterlo sulla pizza. Inventando così senza volerlo la pizza.
Incomincia cosi l’era della pizza moderna: a Napoli e anche in America..
Infatti nell’ottocento la pizza col pomodoro arriva fino in America grazie agl’Italiani che emigrano a New – York e viene fatta come a Napoli.
In quello stesso periodo a Napoli avviene il “matrimonio storico” con la mozzarella. Un pizzaiolo napoletano, Raffaele Esposito e sua moglie, prepararono la famosa pizza con pomodoro e mozzarella in onore della regina Margherita, moglie di Umberto I re d’Italia..
Il pizzaiolo e sua moglie su richiesta della regina margherita prepararono tre pizze: una con la mustinicola, una alla marinara e una pizza con il pomodoro, la mozzarella e il basilico, pensando al tricolore Italiano.
Alla regina piacque tremendamente quest’ultima ed il pizzaiolo per questo motivo la chiamò con il nome della regina.
Fu d’allora che la pizza Margherita si impose ovunque nel mondo.
Il Copyright
Il copyright (termine di lingua inglese che letteralmente significa diritto di copia) è la forma del diritto d’autore in uso nel mondo anglosassone, in tempi recenti sempre più prossimo a divenire sinonimo del diritto di riproduzione vigente in Italia. È solitamente abbreviato con il simbolo ©.1 La legge sul diritto d’autore, impropriamente conosciuta come “copyright”, consente di proteggere dal plagio diverse categorie di opere creative, in particolare le opere letterarie, musicali, cinematografiche, i disegni, le fotografie ed i programmi per computer. Ciò che si protegge non è l’idea in sé di fornire un certo servizio o di realizzare una certa opera, ma il modo in cui essa si esprime, la sua forma di attuazione tangibile.2 I prodotti software e i contenuti informativi, salvo diverse specifiche indicazioni, possono essere scaricati o utilizzati solo per uso personale, o comunque non commerciale citando la fonte. Le note di copyright, gli autori ove indicati o la fonte stessa devono in tutti i casi essere citati nelle pubblicazioni in qualunque forma realizzate e diffuse
Cartucce Compatibili – Producers
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Dal Gennaio 2000 siamo operativi su Internet per offrirVi l’opportunità di ordinare comodamente da Casa o dal Vostro ufficio navigando come e quanto più Vi piace nel nostro E-commerce Site.
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Google aggiorna i backlinks
I dati che Google fornisce in risposta al comando link: www.sito.com sono molto meno ampli ed esaustivi di quando la stessa ricerca viene compiuta su un altro motore di ricerca come ad es. Yahoo!, Msn o Altavista.
Google ha apportato un significativo cambiamento a Google Webmaster Central (la suite di controllo delle informazioni relative al proprio sito) nell’ambito della quale vengono mostrati dati non esaustivi ma quantomeno maggiori sui siti che hanno inserito links verso quello che si vuole controllare (e di cui occorre dimostrare di essere proprietari o webmaster).
I backlinks quindi non vengono mostrati a tutti ma soltanto a chi ha dimostrato, mediante apposita verifica consistente nell’upload di uno specifico file o di un tag nella home page, di essere il verio responsabilie del sito.
Nel contempo Google Webmaster Central è uscito dalla beta version (fase sperimentale) ed e’ diventato una riforma ufficiale dell’immensa piattafomra di Google.
Windows Vista: Evoluzione o involuzione?
In principio… un po’ di storia
Erano gli albori dell’informatica moderna (1995), quando Microsoft presenta al grande (più o meno) pubblico, un sistema operativo che cambierà radicalmente l’approccio al mondo dell’informatica: Windows 95.
Da quel fatidico giorno, di passi avanti questo affascinante mondo ne ha fatti tanti: svariate le versioni del sistema operativo della casa di Redmond si sono susseguite sui nostri PC, e la concorrenza, inizialmente timida, ha affilato le proprie armi per cercare di spodestare il re dal trono. Versione dopo versione, aggiornamento dopo aggiornamento, le features introdotte a vantaggio dell’utente finale sono stante tante, come però anche i bug che questi inevitabilmente andava a creare. Multitasking, codice a 32/64 bit, G.U.I (nonostante la prima interfaccia grafica sia ad appannaggio della Apple, che a sua volta aveva preso spunto dalla Xerox), Fat32, Plug and Play, queste sono alcune caratteristiche introdotte nel corso degli anni (e tante altre sicuramente faranno capolino negl’anni a venire).
Bill Gates deve ringraziare principalmente il mondo dei videogames (senza naturalmente scordarsi del mondo delle P.M.I, delle P.A. e quello accademico), se ora si trova ad avere un numero incredibile di PC nel mondo che utilizzano i suoi prodotti (non dobbiamo dimenticare le royalty che le altre softwarehouse devono versare per poter utilizzare la sua tecnologia proprietaria). Ma come tutte le favole che si rispettino, l’orco cattivo sta in agguato che trama nell’ombra. Oltre alle cause (istituite dagli organi preposti al controllo) legate al monopolio che Microsoft attua sia in Europa che in U.S.A (l’antitrust ha sempre molto da ridire sui suoi metodi di espansione, spesso pericolosamente in bilico tra il legale e l’illegale), il problema principale è costituito dai bug. Se inizialmente questi si mantenevano nella norma, e venivano quasi immediatamente “appianati”, ora, più novità vengono introdotte, più aumentano esponenzialmente i problemi.
Nel palmares della casa di Redmond purtroppo (per loro), non si annoverano solo successi, ma anche qualche flop. Il caso più eclatante è stato quello di Windows ME: nato per essere un passo avanti rispetto al 98, e “multimedialmente” spinto, si è ritrovato ad essere una “versione beta” commerciale (bug e problemi fin dall’installazione). Superato questo empasse (si parla del 2000), nel 2001 esce Windows XP (ho tralasciato appositamente windows 2000 in quanto viene utilizzato in ambito professionale e server), con le sue versioni Home e Professional. Passano 6 anni (5 per le aziende) e fa capolino il sistema operativo che secondo Redmond cambierà radicalmente l’uso del computer e rivoluzionerà il nostro modo di lavorare e vedere il web, Windows Vista. Ma sarà poi stato così?
La grande Vista
A windows Vista va dato il grande merito di aver voluto fortemente differenziarsi dagli altri prodotti fino a qui rilasciati. Per prima cosa una voglia di “sicurezza”, come già Linux e Mac O.S. fanno (anche se pure li non è tutto rosa e fiori), che ha portato a creare e rilasciare tecnologie software sempre più potenti e sofisticate. Ma non solo sicurezza: un’interfaccia grafica funzionale, moderna e tecnologicamente all’avanguardia ed una gestione delle risorse (sia hardware che dei contenuti creati dagli utenti) più immediata e sicura. La prima cosa che colpisce non appena si accende il PC è la vista di Aero. Non una semplice G.U.I, ma un sistema di gestione visiva del sistema, al passo con i tempi, che sfrutta le migliorie tecnologiche di questi ultimi anni per quanto riguarda le schede video (utilizzabile dalla versione di Windows Vista Home Premium in su).
Una gestione migliorata delle schede video, e di rimando un’introduzione a tecnologie che migliorano l’impatto visivo sia per quanto riguarda i film in DVD che l’utilizzo dei videogames. Le Directx 10, ricoprono un ruolo fondamentale nella gestione generale del comparto visivo di questo sistema operativo (anche se ha costretto ad un cambio di schede video moltissimi utenti), permettendo un uso di effetti grafici che tendono sempre più ad avvicinare il mondo digitale a quello reale. Purtroppo, atteso ma solo in parte mantenuto, il cambio del file system: il promesso file system transazionale (soluzione tecnica che la maggior parte dei sistemi operativi concorrenti adottano) non è ancora arrivato, ma in compenso abbiamo un NTFS più performante, che migliora alcune lacune dei suoi predecessori.
Anche il registro si sistema è stato migliorato, adesso abbiamo la possibilità di “virtualizzare” parti del registro, in modo da poter installare alcuni programmi anche se non si è amministratori del sistema e di avere una piena retrocompatibilità con i vecchi software, riuscendo comunque a sfruttare appieno le migliorie tecniche moderne. Una novità che farà felice chi per lavoro scrive programmi è quella di api (“Application Programming Interface”) rinnovate e migliorate, che permettono un’interattività migliore col sistema operativo. Naturalmente non possiamo non citare il supporto nativo del sistema ai Feed RSS, la ricerca veloce (come già avviene con Mac OS) grazie ad un indicizzazione più intelligente di qualsiasi contenuto all’interno dei nostri supporti di memoria (documenti, file, messaggi e-mail, ecc). Sono stati accontentati tutti quegli utenti che non avevano voglia di riavviare la macchina (magari perché scaricando legalmente dei file da internet), ogni qual volta si installava un patch critica o di un driver (sempre che non riguardi il kernel).
Le cartelle virtuali invece permettono di salvare le ricerche fatte, così da non dover effettuare ogni volta la stessa ricerca, ma non solo, grazie a questo metodo, le ricerche si aggiorneranno automaticamente, senza che l’utente debba fare nessuna operazione. Per finire (anche se si potrebbe parlare ancora molto di nuove funzionalità), abbiamo da citare il “Previous Versions” (disponibile solo sulle edizioni di Vista Business, Enterprise e Ultimate), che permette di ripristinare lo stato precedente delle cartelle, in pratica ripristinare la sovrascrittura di file o cartelle.
Come dicevo nell’introduzione, non tutte le ciambelle per mamma Microsoft riescono col buco, come è avvenuto nel 2000 per Windows Me, anche adesso ci si è accorti che si ha a che fare con un sistema operativo con qualche “rogna” di fabbricazione sul groppone. Principalmente, quello che gli utenti contestano aspramente di Vista è la fame di risorse di sistema. Nonostante abbiano “sbandierato ai quattro venti”, come il loro gioiello potesse girare su sistemi non molto recenti, si è subito capito, che anche macchine di nuova generazione, avrebbero avuto difficoltà ad eseguire operazioni più complesse della semplice navigazione o consultazione della posta elettronica. Basta vedere con i giochi, dove XP richiedeva un giga di ram, Vista ne richiede uno e mezzo, se non due.
Un altro grave problema è la compatibilità di periferiche non studiate apposta per il nuovo O.S: questo ha spinto i produttori hardware a produrre driver in fretta e furia che però spesso creavano problemi entrando in conflitto col sistema (e qui tanti hanno dovuto acquistare periferiche nuove). Non avendo potuto portare a compimento (almeno per il momento) la nuova release del file system, ci si è dovuti accontentare di una soluzione ibrida, che da un lato permette di gestire in modo più veloce file e cartelle, ma dall’altro tende a rallentare ulteriormente il sistema, e non risolve il problema di deframmentazione dei nostri disci rigidi (mi duole ripeterlo, come già Linux, Mac, Unix ecc).
L’ instabilità, soprattutto nelle sue prime incarnazioni, costringeva gli utenti a salvataggi di documenti importanti quotidiani, causa la perdita di materiale importante, con conseguenza drammatiche per chi utilizza il computer per lavoro. Non sono bastate le patch distribuite nel tempo, e neanche il service pack 1: alcuni PC, dopo la sua installazione, si sono letteralmente inchiodati, costringendo ad una formattazione, con perdita di tempo. Altri invece hanno dimostrato bizzarre compatibilità con driver installati sul sistema, e con un applicativo gestionale utilizzato dalle piccole e medie imprese il “Microsoft Rms“. Anche sul fronte sicurezza, i tanto annunciati passi avanti non si son visti e nonostante Microsoft continui a snocciolare “statistiche” che dimostrano il numero dei bug di Vista siano inferiori a quelli di Linux, gli analisti fanno notare che questi ultimi siano meni gravi e che non corrano il rischio di compromettere la privacy e la sicurezza degli utenti.
In definitiva (a detta di alcuni dirigenti di Redmond) un sistema operativo che tende sempre più ad assomigliare al vecchio Windows Me, piuttosto che ad un software da avere a tutti i costi. Certo, alcuni passi avanti ci sono stati, ma troppo pochi per spingere gli utenti a spendere una cifra notevole per un prodotto che è da considerarsi una “Beta release“, ed abbandonare il caro e vecchio Windows XP.

















